GIOVANNI TOTI DIA IL BUON ESEMPIO: VADA LUI A LAVORARE SUI CANTIERI

E’ notizia di sabato undici aprile – noi la apprendiamo dall’edizione nazionale del quotidiano la Repubblica – che il ministro degli Affari Interni, Luciana Lamorgese, ha avvertito i Prefetti, come si legge nel titolo del pezzo, del “rischio di tensioni e di focolai estremisti”.

 

Questo perché, secondo la vicepresidente del Consiglio dei ministri, «Alle difficoltà delle imprese e del mondo del lavoro potrebbero accompagnarsi gravi tensioni… e il rischio che nelle pieghe dei nuovi bisogni si annidino perniciose opportunità per le organizzazioni criminali”».

 

Nel mentre che dall’esecutivo centrale sale il grido di all’erta per arginare la possibilità di un’ulteriore infiltrazione della così detta “società civile” da parte della criminalità organizzata, c’è chi – nella sua qualità di presidente di una Regione – sembra andare nella direzione esattamente opposta.

 

E’ il caso del primo cittadino della Liguria, il versiliese Giovanni Toti, che in quegli stessi momenti in cui a Roma ci si preoccupa per l’intensificazione dell’attività di stampo mafioso, è autore – sui quotidiani locali – di dichiarazioni che chiedono l’eliminazione dei vincoli agli appalti, normalmente inseriti nei contratti proprio per evitare che le gare per la loro assegnazione siano inquinate da presenze indesiderate.

 

Lo stesso politicante, inoltre, è convinto sostenitore – si veda le sue farneticazioni riportate dall'edizione telematica genovese, di domenica dodici aprile, del quotidiano la Repubblica – della necessità della riapertura in tempi rapidissimi dei cantieri.

 

Vadano lui e la sua banda a lavorare lì, rischiando la vita soltanto per permettere a qualcuno di arrivare alle elezioni regionali potendo affermare di aver concluso i lavori per questa o quella infrastruttura "fondamentale".

 

Bosio (Al), 14 aprile 2020

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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